La
cornice monumentale scolpita artisticamente da un ignoto del 1600 in
legno di cirmolo in alto rilievo e molto ben mossa con figure di angeli
e nella parte bassa recante un volto di donna, la Marchesa Pallavicino,
moglie del marchese di Busseto, che ha voluto lo stemma di famiglia
dipinto in un angolo a basso del quadro.
A Verdi sarebbe piaciuto tale quadro nella cappella di Sant’Agata date
le proporzioni del medesimo: 5,30x 1,80.
Ne fece petizione al vescovo di allora S.E. Mons. Giambattista Tescari
il quale non potè accontentarlo essendo il quadro un dono dei Pallavicino
e sotto la custodia delle Belle Arti.
Tuttavia il vescovo dispiacente
per il diniego, cercò di accontentare il maestro concedendogli
la celebrazione della Santa Messa nelloratorio privato della villa
e destinandogli un Sacerdote che, come cappellano, celebrasse specialmente
nei giorni festivi.
Detto sacerdote fu il M.R. Don Ricordano Bottazzi, professore del Seminario
di Fidenza, uomo quotato per la sua preparazione e cultura anch’egli
moltissimo legato al Santuario dei Prati.