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Il Santuario e Giuseppe Verdi
Nel
comune di Busseto esiste a circa tre chilometri dal capoluogo e poco distante
dalla casa natale del maestro Verdi una piccola frazione denominata, per
il suo Santuario ove si venera fino dal 1600 una antica immagine della
B.V. Maria, Santa Madonna dei Prati di Busseto.
Il bel Santuario di stile bramantesco fu costruito, così come ora si trova,
negli anni 1690-1696 su progetto dell’architetto Don Francesco Callegari
di Roncole. Detto Santuario di belle dimensioni (m. 20x20 alt. m. 17)
non fu originariamente sede di parrocchia fino al 1926 in cui il Vescovo
di Fidenza S.E. Mons. Giuseppe Fabbrucci la ergeva in parrocchia, dopo
che il predecessore S.E. il Vescovo Mons. Pietro Terroni a fine dello
scorso secolo lo aveva innalzato a dignità di Santuario Diocesano in onore
del SS.mo Nome della Beata Vergine Maria sia per l’affluenza dei fedeli
pellegrini. sia per i favori concessi della Beata Vergine ai suoi devoti.
Quindi fin dalla sua fondazione vi furono, succedendosi diversi sacerdoti
curatori eletti dall’autorità, vescovile di Fidenza fino al 1926 col titolo
di Rettori del Santuario.
Fra questi è degno ancor più degli altri di essere ricordato il Rettore
Don Paolo Costa che mori nel 1820.
Questo Sacerdote pur dimorando nella casa unita al Santuario di S. Madonna
dei Prati, aveva incarico, di prestare aiuto nelle cose del ministero
al parroco Prevosto delle Roncole dove doveva essere presente nelle diverse
occasioni.
Fu appunto in una di queste che venne a conoscere il fanciulletto di nome
Giuseppe Verdi che era assiduo al servizio delle sacre funzioni che appariva
innamorato sia del canto come del suono dell’organo.
Al piccolo Verdi il prete Don Costa fece un’interessante proposta: "Vuoi
imparare un pò di musica che io te la insegnerò?", "Si, si" rispose il
ragazzino.
Allora, soggiunse il prete, "Non ti resta altro che fare di tanto in tanto
qualche salto in più da me a Madonna dei Prati che è vicina e io ti addentrerò
nello studio delle prime note".

Non parve vero che al suo intelletto si aprisse così una nuova strada
per assecondare il suo genio che da allora cominciò a manifestarsi.
Così questo primo maestro dell’arte musicale iniziò il nuovo alunno nella
strada luminosa che lo condusse fino a guadagnare il prestiogioso titolo
di Arcangelo nella sublime arte musicale.
Da Don Costa la famiglia Verdi acquistò una spinetta attualmente custodita
presso la Casa di Riposo per Musicisti, in Milano.
Sfortunatamente questo primo maestro Don Costa chiuse i suoi giorni nell’anno
1820.
Quando Giuseppe Verdi fu accolto da un più provetto artista, il maestro
Don Piero Baistrocchi, col quale si apprestò a fare i suoi passi da gigante
nell’arte che così tanto lo sublimò.
Però, di animo riconoscente, aveva legato il suo cuore non solo al primo
maestro, ma anche alla prima scuola.
(E da ricordare che Don Paolo Costa è seppellito nel terreno del sagrato
della chiesa di S. Michele Arcangelo in Roncole in una tomba rasente il
muro della facciata di detta chiesa dalla parte destra entrando per la
porta principale)
Quindi Verdi, legato com’era a Madonna Prati, vi ritornava sovente per
condecorare all’harmonium le varie festività.
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