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Lo Spirito Santo è l'unica forza vera, l'unico potere reale che sostiene
la Chiesa! Come il singolo credente,la Chiesa non vive di forza propria. La sua forza non
sta negli eserciti. La forza della Chiesa non sta neppure nei "sapienti
ragionamenti", intelligenza , diplomazia, filosofia, diritto canonico,
organizzazione. E' dallo Spirito Santo,perciò, che la Chiesa e ogni annunziatore ha il
potere di convincere e di convertire, di penetrare al cuore di una cultura e di abbattere
in essa i baluardi che si ergono contro Cristo, inducendo i popoli all'obbedienza della
fede. Di conseguen-
za, lo Spirito Santo è la fonte e il segreto del coraggio del credente. Lo Spirito Santo
è la forza dei profeti, degli apostoli e dei martiri. Non è dunque del tutto vero che il
coraggio uno se lo può dare. Almeno sul piano spirituale, è possibile farsi coraggio
perchè "lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza" (Rm 8,26).
La debolezza stessa può, anzi, essere l'occasione privilegiata per fare l'esperienza
della potenza dello Spirito Santo. Tutte le cose, nella Chiesa e nel singolo credente, o
prendono forza dallo Spirito o sono senza forza. Nello Spirito Santo , Dio diventa nostro,
ci attrae a sè, ci toglie quella paura e quel certo disagio nei suoi confronti che
abbiamo ereditato da Adamo dopo la colpa. Per lo Spirito, noi siamo "di casa" in
Dio! Giovanni dal canto suo scrive:"Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed
egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito" (1 Gv 4,13).
Ecco che cos'è l'intimità con Dio: Dio in noi e noi in Dio, e tutto grazie alla presenza
dello Spirito Santo. In ogni autentica esperienza umana di intimità, compresa quella
coniugale, la persona cerca l'intimità con Dio; cerca ,forse senza saperlo, quel centro
dell'essere, quel luogo di riposo oltre il quale sa che non ce n'è un altro più profondo
e che fa più felici.
Allora, lo Spirito Santo è la risposta e il rimedio alla nostra solitudine. Per la fede,
nessuno è veramente solo in questo mondo. Quando tutti ci dovessero abbandonare, lui non
ci abbandonerà mai. Quando non possiamo parlare di una cosa con nessuno, possiamo
imparare, a poco a poco, a parlare con questo ospite "discreto" che è anche
"consolatore perfetto" e "consigliere mirabile". Lo Spirito Santo è
anche risposta alla nostra inquietudine. Il nostro cuore è inquieto, cioè insoddisfatto,
in ricerca e proprio lo Spirito Santo è il luogo del suo riposo, in cui si acquieta e
trova pace.
Camminare o remare controvento: che fatica! Farlo con il vento favorevole: che gioia! Fare
le cose senza lo Spirito Santo: come è pesante! Farle con lui: come tutto è più leggero
! Il vento feconda. Trasporta i semi dei fiori e delle piante e li depone nei calici di
altri fiori, o nella terra, perchè germinino. Così fa lo Spirito Santo con il seme che
è la parola di Dio. Il vento soffia dove vuole, così lo Spirito distribuisce i suoi doni
come vuole. Non si può "incanalare" rigidamente lo Spirito Santo. Il Concilio
Vaticano II ha riconosciuto che lo Spirito Santo offre ad ogni uomo la possibilità di
essere associato al mistero pasquale in modo noto solo a Dio. Il vento è il simbolo più
eloquente della libertà dello Spirito.
Anche un altro simbolo, il respiro , il soffio, ha molte cose da ricordarci al momento
opportuno. Cosa succede se, per qualsiasi motivo, stiamo per troppo tempo senza respirare
? E' l'esperienza tremenda dell'asfissia. Se sapessimo ascoltare il grido della nostra
anima quando stiamo per troppo tempo senza preghiera, privi dello Spirito Santo,
sentiremmo che anch'essa grida a modo suo:" Mi manca il respiro, soffoco!"
Quando qualcuno sta per svenire, gli si grida di solito:" Respira, fà dei bei
respiri profondi!" Lo stesso dovremmo dire a chi sta per lasciarsi cadere le braccia
e arrendersi nella lotta contro il male:" Respira, fà mediante la preghiera dei
respiri profondi di Spirito Santo!"
Gesù , la sera di Pasqua, alitò sui discepoli. Nel Battesimo egli ha ripetuto quel gesto
su ognuno di noi:"Farò entrare in voi il mio Spirito e rivivrete". Qui lo
Spirito è ormai lo Spirito di Dio, lo Spirito Santo; la vita di cui si parla non è più
solo quella fisica. Accorgiamoci che il "vento gagliardo" di Pentecoste soffia
ancora e che Gesù è sempre in atto di "alitare" sui discepoli; che il cenacolo
si è riaperto e le acque della piscina di Betesda sono di nuovo "agitate"
dall'angelo. Chi vuole essere guarito non ha che da gettarvisi dentro....
Traduciamo in preghiera:
Vieni, o Santo Spirito! Vieni forza di Dio e dolcezza di Dio! Vieni tu che sei moto e
quiete nello stesso tempo! Rinnova il nostro coraggio, riempi la nostra solitudine nel
mondo, crea in noi l'intimità con Dio! Noi non diciamo più, come il profeta: vieni dai
quattro venti, come se non sapessimo ancora da dove provieni, diciamo: Vieni Spirito dal
costato trafitto di Cristo sulla croce! Vieni dalla bocca del Risorto !
don Gianfermo Nicolini