Mons. Fasola racconta se stesso e la sua Diocesi di Caltagirone


Sacro Monte di Varallo, 15 settembre 1983

Funzioni

Per le feste i Pontificali erano preparati molto bene. Vi era di solito anche il convegno di molte suore. Tutte le funzioni e le iniziative ordinarie e straordinarie erano rese note al popolo mediante un cartellone ben visibile sul "ponte", sul quale si scrivevano gli avvisi con delle lettere mobili; una vera e propria "tipografia" organizzata da Padre Annaro.

 

Pellegrinaggio al Soccorso

In autunno, anzi in settembre, le parrocchie si succedevano nel recarsi in pellegrinaggio al Santuario del Signore del Soccorso, fuori città. Di solito si andava e si tornava a piedi alle tre di notte. Io feci iniziare dei lavori di restauro che furono poi proseguiti e terminati da Padre Salomone. Presiedevo sempre il pellegrinaggio cittadino che si svolgeva anch’esso di notte: una fila interminabile di gente si snodava lungo la strada che scende a valle, cantando e pregando con le fiaccole accese. Ogni anno organizzai anche il pellegrinaggio degli uomini: larga la partecipazione.

 

A Siracusa

Fin dal primo anno invitai per il 25 aprile a fare un pellegrinaggio diocesano alla Madonna delle Lacrime a Siracusa. La corrispondenza fu larga e si iniziò una tradizione che si ripeté ogni anno con molto successo.

 

La Missione

Per il gennaio del 1962 invitai i Missionari della Pro Civitate Christiana di Assisi, che accettarono. Ma la preparai a lungo: fin dall’ottobre precedente preghiere in tutte le Chiese al termine delle Messe festive e delle funzioni pomeridiane, poi statistiche, stampe. I predicatori, sacerdoti e laici, erano una ventina. Corrispondenza generosa, sia negli incontri generali, sia in quelli particolari.

Mons. Francesco Fasola