CONSIDERAZIONI DI SAMUEL BUTLER SULLA SCELTA DI VARALLO COME SITO IDEALE DEL SACRO MONTE


Pubblichiamo l'intervento che il rettore del Santuario ha fatto durante un convegno sul Turismo organizzato sabato 21 marzo a Varallo dalla Comunità Montana "Valsesia".

Mi sembra giusto intervenire in questo convegno dove si parla di turismo per esprimere alcune valutazioni su una serie di fatti che stanno, in un certo senso, cambiando il volto al Sacro Monte, a cominciare dalla illuminazione delle cappelle e dei viali. L'idea dell'illuminazione delle cappelle ha stentat o molto a farsi strada, non solo per gli aspetti economici. Ma ora grazie all'impegno della Regione e dell'Enel sta per diventare positiva realtà. A parte gli scenari suggestivi esterni che saranno evidenziati attraverso una opportuna illuminazione, saranno ,a mio parere, soprattutto gli interni delle cappelle a beneficiarne: i visitatori potranno notare meravigliosi particolari sempre sfuggiti finora alla visione per mancanza di luminosità.

Numerose cappelle, inoltre, sono state o stanno per essere restaurate.

Un altro fatto rilevante per lo sviluppo del Sacro Monte,che dovrebbe andare in porto nei prossimi anni, è costituito dal ripristino della funivia.

Qui il problema si fa più complesso, soprattutto dopo la recente bozza di convezione tra il comune di Varallo e la Riserva del Sacro Monte.

In linea di principio il ripristino della funivia sarebbe, tra l'altro, un'ottima soluzione soprattutto per quelle persone, prive di auto,che hanno difficoltà a raggiungere il santuario. Da anni infatti la città è priva di un collegamento con il suo Santuario. In questi ultimi due anni la situazione è peggiorata: neanche nei mesi estivi esiste alcun tipo di collegamento, con grave disagio anche per i clienti dei due alberghi che si sentono in pratica isolati dalla città.

A questo punto credo sia opportuno fare qualche conto: mi è stato detto da persona competente che con due miliardi si potrebbe allargare l'attuale strada carrozzabile e fare un ottimo parcheggio al Sacro Monte.

Il costo per ripristinare la funivia sarà invece di almeno 5-6 miliardi. Inoltre occorreranno almeno 600 milioni all'anno per tenerla in funzione.

Questi due dati dovrebbero far riflettere gli amministratori.

Nella recente bozza di convenzione tra Comune di Varallo e Riserva del Sacro Monte si legge che quando entrerà in funzione la funivia ci vorrà una "riorganizzazione delle modalità di accesso al Sacro Monte al fine di limitare allo stretto necessario la presenza di veicoli al Sacro Monte stesso". Se questa indicazione sarà attuata, cioè se la funivia sarà in pratica la sola o , quasi, via di accesso al sacro Monte penso che si risolverà, oggettivamente, in una decisione contro il turismo e contro il Sacro Monte.

 

A parte il mezzo che i visitatori e i pellegrini useranno per raggiungere il Sacro Monte su una cosa, penso, siamo tutti d'accordo: dobbiamo far in modo che oltre al Sacro Monte sia visitata la città di Varallo per i suoi monumenti e musei e per la storia che la lega al Santuario.

Il motivo per il quale i visitatori giungono a Varallo è senza dubbio la visita al Sacro Monte.

Ma noi dobbiamo far una insistente e intelligente opera pubblicitaria è perchè

gli organizzatori dei viaggi o pellegrinaggi mettano insieme due mete: Il Sacro Monte e la città di Varallo. Ora potrebbe essere giunto il momento, dopo anche la pubblicazione della bella guida di Varallo, di mettere insieme le forze per un vero rilancio culturale-religioso della città di Varallo.

Roberto Azzalin