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Nella quaresima la Parola di Dio invitando il fedele ad una seria conversione gli mette davanti ,come segno vero di cambiamento di vita,un cammino di carità verso chi è povero. Questa stessa indicazione è venuta dal Vescovo di Novara, Monsignor Corti, nell'Omelia di conclusione della "missione cittadina". E concludere una "missione" è davvero celebrare una "Pasqua". "Se l'annuncio - ha detto il Vescovo - è quello che Gesù ha espresso con la parabola del figliol prodigo, il sigillo di una tale fede non può essere che la carità. San Vincenzo de' Paoli, l'inventore delle missioni popolari in Francia, mentre intendeva le missioni come una "rifondazione della fede", chiedeva che non si chiudesse senza che la comunità non avesse scelto un gesto di carità, capace di dare volto alla fede ritrovata. Non mancano in città di Novara i segni della carità. Tuttavia per dimostrare che la nostra Chiesa ha un cuore si deve fare qualche altro passo importante, sia nel ripensare l'uso dei nostri beni personali ( e della parrocchia) a partire dai poveri, sia appoggiando convintamente qualche nuova iniziativa che si rendesse urgente nel prossimo futuro."
Nel leggere il breviario negli ultimi giorni di quaresima ho trovato in un discorso del Papa Leone Magno (siamo quindi nei primi secoli del cristianesimo) una perfetta consonanza di tema. "Carissimi - affermava in una omelia della quaresima - , è vero che per esercitare il bene della carità ogni tempo è appropriato. Questi giorni tuttavia lo sono in modo speciale. Quanti desiderano di arrivare alla Pasqua del Signore con la santità dell'anima o del corpo si sforzino al massimo di acquistare quella virtù nella quale sono incluse tutte le altre in sommo grado, e dalla quale è coperta la moltitudine dei peccati. Mentre stiamo per celebrare il mistero più alto di tutti, il mistero del sangue di Gesù Cristo che ha cancellato le nostre iniquità, prepariamoci con i sacrifici della misericordia. Ciò che la bontà divina ha elargito a noi, diamolo anche noi a coloro che ci hanno offeso."
L'immagine più bella di questo cammino sta in un episodio del vangelo: il pubblica- no Zaccheo, che, conquistato e "convertito" da Cristo, dice :"Do la metà dei miei beni ai poveri".
Se faremo anche noi il cammino di Zaccheo la nostra Pasqua ci darà tanta gioia.
Buona Pasqua a tutti !
P. Giuliano Temporelli