LA LEGGENDA Un"antica tradizione popolare vuole che un pio e santo eremita, nella prima metà del sec. VI, si sia ritirato nella Grotta delle Cese per condurvi vita penitente, e che lì gli sia apparsa la Madonna. La tradizione prosegue, dicendo che dopo quella apparizione, la Vergine Maria lasciò la sua immagine impressa sulla pietra. Poi, con il passare degli anni, altri eremiti si sarebbero avvicendati in questo luogo ed anche nelle altre grotte che si trovano numerose lungo la valle del fiume. Nella seconda metà del XII secolo, il Cardinale Lotario Conti (nato in Anagni nel 1161), il quale possedeva una villa nel territorio di Collepardo, spesso si recava al Santuario delle Cese e si intratteneva a colloquio con l"eremita che vi dimorava a quei tempi. Un giorno, essendosi recato, come di consueto, a visitare il vecchio solitario ed avendo fatto picchiare alla porta della cella senza averne risposta, temette qualche disgrazia ed ordinò ai suoi servi di forzare l"ingresso. Il vecchio fu trovato in estasi soprannaturale e raccontò poi di aver visto salire al cielo un Vescovo, un Priore Certosino ed una vedova romana. Il Cardinal Lotario inviò subito suoi funzionari per investigare, e scoprì che nello stesso istante in cui l"eremita aveva avuta la visione, le tre persone indicate erano effettivamente morte in concetto di santità. Colpito da tale fatto, il Cardinale promise di fondare una Certosa nei suoi possedimenti. Nell"anno 1198 il Cardinal Lotario fu elevato alla Cattedra di S. Pietro ed assunse il nome di Innocenzo III. Non dimenticò la promessa fatta e nel 1204 diede inizio ai lavori di costruzione della nuova Certosa, in adiacenza al suo palazzo. Il 17 luglio del 1211 si recò personalmente a consacrare, con rito solenne, la Chiesa della Certosa. Dopo la morte (1216), il Papa Innocenzo III apparve alla Beata Radegonda, e disse di dovere alla Vergine delle Cese il trionfo del suo pontificato e la sua salvezza eterna.
LA STORIA Secondo i documenti storici pervenuti fino a noi, l"appellativo "delle Cese" non risale che alla seconda metà del XIII secolo. Prima di allora, infatti, la zona viene sempre chiamata con la denominazione di "Petra Mala", che corrisponde alla estesa fascia di roccia, scabra e pericolosa, che dal pianoro delle attuali "Cappellette" scende fino ad arrivare al fiume sottostante. Il nome "Cese" potrebbe derivare dal verbo latino "caedo" (tagliare), ad indicare un terreno dissodato e privato di alberi, anche se recentemente don Giuseppe Capone ha avanzato una nuova ipotesi e cioè che derivi da "Ze-Esa", una divinità pagana, il cui culto era antecedente alla tradizione cristiana. D"altra parte sono documentati scavi in questa grotta, che hanno portato al rinvenimento di antichissimi reperti, attribuibili all"età eneolitica e del bronzo antico. Il primo documento che nomina espressamente la Vergine delle Cese è un testamento di un tal Pietro di Egidio, di Collepardo, che il 14 maggio 1274 lascia dodici denari alla beata "Vergine delle Cese". Altre donazioni simili risultano fatte nel 1300, nel 1302 e nel 1306 da altri cittadini di Collepardo e tutte, singolarmente, di dodici denari. L"antico oratorio nella Grotta delle Cese risulterebbe pertanto risalire a pochi decenni dopo l"arrivo dei Certosini a Trisulti. Sicuramente nel 1319 esisteva una cappella ("Ecclesiae") dedicata a "Santa Maria delle Cese", come si deduce da un altro atto di donazione fatto dal sacerdote don Raimonio, sempre di Collepardo. Occorre tener presente però che la primitiva cappella era molto più piccola dell"attuale e comprendeva solo la sua parte sinistra (quella dove oggi c"è la porta di ingresso e la finestra con l"inferriata). Nell"ultimo decennio del sec. XVII, eliminata la parete a destra, rispetto a chi entra, lo spazio fu sviluppato in lunghezza ed il santuario assunse l"aspetto attuale. Per realizzare questo ampliamento, fu necessario togliere l"antica immagine dipinta, in affresco, sulla roccia. Ma a quel tempo non si conosceva la tecnica di staccare l"affresco intero, e pertanto fu deciso di salvare almeno il volto della Madonna. Esso fu portato nella Certosa di Trisulti, ove tuttora si conserva gelosamente, racchiuso in una teca di legno. Nello stesso tempo, al suo posto venne collocato un quadro, dipinto ad olio su tela, raffigurante la Madonna del Carmelo, che è la protettrice degli asceti e quindi anche dei Certosini. Ignoto è l"autore della tela e la data della sua realizzazione, tuttavia si hanno buoni elementi per ritenere che l"autore sia Fra Francesco David, un pittore certosino di origine spagnola, che ha molto lavorato a Trisulti a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo e che ivi è morto nel 1721. Nel 1769 veniva costruita una stanza per l"alloggio dell"eremita o del custode. I Certosini, infatti, già da molto prima (sicuramente dall"inizio del secolo), avevano un eremita per custodire il santuario, il quale abitava in quella celletta angusta, arditamente costruita e attaccata alla parete della montagna, additata dalla leggenda come dimora dell"eremita che parlò al Cardinal Lotario. Nell"ultimo ventennio del "700 fu innalzata una poderosa e solida muraglia e creato un ampio terrapieno a livello del santuario. La strada di accesso, che si diparte dalla Certosa di Trisulti, fu data a cottimo nel 1791 ed ultimata alla fine dello stesso secolo. Nel 1894 fu sistemata l"attuale porta di ingresso e nel 1909 fu rinnovato l"altare.
L"INCORONAZIONE Nel marzo del 1924 una mano sacrilega tolse alla Madonna delle Cese gli ex-voto offerti da tutti coloro che avevano ottenuto grazie e miracoli. Per riparare alla grave offesa, fu deciso di proporre l"incoronazione dell"antica Immagine sacra. Il giorno 8 agosto 1926 l"effige della Madonna delle Cese fu portata in paese e, nel piazzale della Consolazione, il Cardinale Camillo Laurenti, rappresentante del Capitolo Vaticano, pose sul capo della Madonna una Corona d"oro offerta dal popolo di Collepardo. Erano presenti alla cerimonia, oltre ad una moltitudine di fedeli, il Vescovo di Alatri Mons. Antonio Torrini, il Vescovo di Pozzuoli Mons. Giuseppe Petrone, tanti sacerdoti, tra i quali il Parroco di Collepardo don Alipio Cefalei ed il Priore della Certosa di Trisulti don G. Luigi Podagrosi, e molte altre Autorità, fra le quali il Podestà di Collepardo cav. Luigi Tolomei. a cura di Maurizio Grande Bibliografia: [B. Castelli] - La Certosa di Trisulti. Cenni storici per un monaco benedittino - 1912 G. Capone - Collepardo. Storia di un antico castello - 1994 A. Galli - Manuale del divoto della Madonna delle Cese - 1944 G. Sanità - Collepardo nella sua storia e nelle sue memorie - 1972 A. Taglienti - Il Monastero di Trisulti e il Castello di Collepardo - 1984 A. Taglienti - La Certosa di Trisulti. Ricostruzione storico-artistica - 1987
La Festa Si svolge il giorno 8 agosto ed è titolata Anniversario della incoronazione della venerata immagine della Madonna.