| L'"Origine" dell'Amorotti continua
a narrarci la vita dei due fortunati veggenti; più in breve quella di Donato, assai più
estesa quella di Cornelia, per la sua maggiore incidenza sull'avvenire di Boccadirio.
Donato si dà con serietà e profitto agli studi ecclesiastici. Ordinato Sacerdote nel
1496 (secondo recenti documenti) fu per diverso tempo cappellano a Castiglione dei Pepoli.
In seguito, nel 1531, diventa parroco a S. Pietro di Cirignano, nel Mugello, dopo una vita
santa e operosa, muore nel 1548. Ancor oggi, dopo cinque secoli, si conserva viva, in
quella che fu la sua parrocchia, la memoria di questo degno sacerdote. Cornelia invece,
dopo appena tre anni dall'apparizione, - come ci assicura la Lettera
dell'Anonima - quasi impaziente di realizzare i disegni di Maria santissima, si
porta con i genitori in Toscana, in cerca del convento a lei additato in visione. Dopo
aver inutilmente visto molti luoghi, va a Prato, e qui ... dinanzi al monastero di S.
Caterina da Siena a Porta Leone, ''ricordatasi della visione, dice la Lettera, asseriva averlo veduto manifestamente come egli
propriamente sia'. Questa affermazione ci sorprende alquanto, perché altri documenti
affermano che il monastero in Porta Leone fu iniziato solo a partire dal 1507, e proprio
ad opera della stessa Cornelia (suor Brigida). In realtà Cornelia entrò nel ''convento''
del Terz' Ordine di S. Domenico di Paola Vernati, e solo più tardi l'intera comunità si
trasferì al monastero di S. Caterina. Comunque Cornelia fu subito accettata e, ''vestita
dell'abito monacale", ricevette il nome di suor Brigida, diventando " in breve
tempo, chiaro specchio e vivo esempio di bontà a tutte le altre monache''. La Madonna la
voleva là non solo perché si facesse santa, santi ci si deve fare in ogni luogo, ma
perché aveva - a nostro avviso - due missioni da compiere. Primo: rialzare, sviluppare e
difendere le sorti della sua famiglia religiosa, "le Monache di
Santa Caterina da Siena"; secondo: provvedere di mandare ai suoi cari monti, dove
aveva contemplato il volto della Madre di Dio, quell'immagine che formerà l'anima, il
cuore del suo san- tuario A trent'anni - continua a dirci la Lettera
- suor Brigida venne eletta Priora succedendo alla fondatrice Monna Paola Vernati. Non è
nostro intento soffermarci sull'operosità saggezza di Madre Brigida, che a Prato, popolo
e autorità esaltavano come santa e donna di gran talento. Non possiamo tuttavia sorvolare
su un episodio tragico "il Sacco di Prato" nei quale suor Brigida ha avuto un
ruolo importantissimo, e del quale si ha, nel santuario, un ricordo visivo, nella pittura
che orna il presbiterio.
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