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43° Convegno
Nazionale e Assemblea
dei Rettori e Operatori dei Santuari Italiani


Genova 27-30 ottobre 2008
Santuario Madonna della Guardia

 

Nota di cronaca

I rettori e gli operatori dei Santuari italiani, dai più grandi come la Madonna di Loreto e Sant’Antonio di Padova, ai più piccoli di cui è disseminata tutta l’Italia, si sono incontrati dal 27 al 30 ottobre presso il Santuario della Madonna della Guardia di Genova per il loro annuale convegno nazionale.

È il 43° convegno della serie. Tema dell’incontro: Santuari e devozione popolare: via ad una “fede pensata”? Il punto interrogativo sul tema-guida derivava dalla coscienza che non sempre la vita dei Santuari, i pellegrinaggi, il turismo religioso sono orientati a una crescita della fede nei fedeli, ma non di rado anche a scopi meno nobili.

I rettori, responsabili della pastorale nei luoghi sacri, hanno allora analizzato a fondo il fenomeno e cercato di individuare linee orientative, perché la frequenza dei Santuari, un fenomeno in crescita continua, diventi vera occasione per maturare verso una “fede pensata” e per arrivare a una “armonia tra fede e ragione”, come ricorda spesso il Santo Padre Benedetto XVI.

Un obiettivo che essi si sono posti è di aiutare i fedeli a compiere un “esodo dalla magia alla fede” o anche un “passaggio dal sacro al Santo”.

Molte richieste di quanti si recano ai Santuari si rivelano come richieste di carattere chiaramente magico e miracolistico. Sono forme di “sacro selvaggio”, tipico di tante espressioni religiose che con il cristianesimo hanno ben poco da fare: immaginette pietistiche, pietre salvifiche, acque purificanti, formule magiche, ecc.

I rettori hanno il compito di orientare le espressioni della pietà popolare e guidarle verso contenuti ed obiettivi che aiutino a compiere una autentico cammino cristiano. Facendo ben attenzione a non negare, né sottovalutare la pietà popolare, che è stata e resta un elemento essenziale della vita del popolo di Dio.

Pertanto, essi hanno voluto da una parte rivalorizzare la pietà popolare, fenomeno tanto bistrattato specialmente negli anni ’60 e ’70, dentro una falsa interpretazione del rinnovamento postconciliare.

Il card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, intervenuto con una apprezzata conferenza all’inizio dei loro lavori, ha giustamente ricordato che i papi Paolo VI nella Evangelii Nuntiandi e soprattutto Giovanni Paolo II con i suoi frequenti viaggi hanno illustrato chiaramente che la pietà popolare contiene dei valori essenziali per la vita cristiana, quali il pellegrinaggio, la festa, la preghiera d’invocazione e il ringraziamento.

Lo stesso Romano Guardini, del quale ricorre che è stato l’ispiratore originario del movimento liturgico del XX secolo, ebbe a dire che la liturgia non deve mai sopprimere né ignorare la pietà popolare. La pietà popolare – ha ancora ricordato il card. Bagnasco – rappresenta per la chiesa una risorsa dalle varie sfaccettature. Una risorsa antropologica, innanzitutto, giacché le folle frequentano i Santuari con una crescita in continuo aumento, anche in questa fase di diffusa secolarizzazione della religione nella nostra società.

Questo fenomeno deve far pensare e invitare a valorizzare il sensus fidelium, che si rivela sempre più un sensus fidei. Il popolo infatti cerca non una religione astratta o cerebrale, ma la verità concreta e visibile, cerca di “dare corpo allo spirito”. Il pellegrinaggio, ad esempio, è un fenomeno che coinvolge tutto l’uomo, è una lunga preghiera, cui il pellegrino partecipa non solo con la mente ma anche con il corpo. È l’immanenza del divino nella storia dell’uomo.

La pietà popolare rappresenta inoltre una risorsa comunitaria, giacché la fede profonda del singolo credente si esprime volentieri nella comunità che celebra, che ricorda, che si mette in cammino, magari dietro a uno stendardo, all’interno di una confraternita.
I fedeli che si recano al Santuario sono immagine della chiesa pellegrinante, che va verso un comune obiettivo: il desiderio di vedere il volto del divino.

Ed infine la pietà popolare è una risorsa spirituale, importante soprattutto in questo periodo di crisi della spiritualità. Il pellegrino infatti cerca la chiesa non come organizzazione visibile e strutturata gerarchicamente, ma piuttosto come strumento di speranza in mezzo alle sofferenze della vita e di conversione verso un servizio sempre più autentico al Signore.

Non per nulla ai Santuari la gente si confessa, ai Santuari la gente si converte, ai Santuari la gente si reca per fare festa. Pertanto, a conclusione del suo lucido intervento, il card. Angelo Bagnasco ha invitato i presenti a “farsi guide dei fedeli che si recano ai Santuari, guide che conducono i fedeli verso l’essenziale”.

E l’essenziale è solo Gesù Cristo, termine di ogni vita cristiana. Solo così essi diventano maestri e guide verso una “fede pensata”. Ha poi ringraziato i rettori dei Santuari italiani per il prezioso servizio che svolgono nelle rispettive diocesi e in tutta la chiesa italiana. Essi hanno un ruolo decisivo nell’impegno di questa chiesa per la nuova evangelizzazione, che chiede un linguaggio diverso nel predicare il Vangelo, ma anche luoghi e tempi particolari.

I Santuari sono chiamati non a fare qualcosa di speciale, di diverso da quello che oggi compiono, ma piuttosto ad essere ancor più fedelmente Santuari, cioè luoghi del sacro, del silenzio, del bello, della liturgia partecipata. E anche luoghi dove si produce cultura e si celebrano incontri ecclesiali. Questo risulta esser un lavoro che arriva a evangelizzare non solo gli adulti, ma anche i giovani, sempre più alla ricerca del sacro e dell’essenziale.

P. Lino Pacchin
Rettore del Santuario di Pietralba

 

             Atti del Convegno

card bagnasco

"I Santuari nella Chiesa italiana: quale ruolo e quali prospettive a servizio della pastorale diocesana e del paese". (pdf)

Relatore:
Card. Angelo BAGNASCO

Arcivescovo di Genova e Presidente C.E.I.

testo in formato WORD

vedi filmato video

don  Silvio Barbaglia


 

“Come la Parola di Dio genera una ‘Fede pensata’ ” (pdf)

( testo in bozza )

Relatore: Don Silvio Barbaglia
Doc. esegesi e
responsabile “Progetto Culturale” diocesi di Novara.

testo in formato WORD

 

 

   

Mons Sanguineti Vescovo di Brescia

 

“Lodi del Mattino" (pdf)

 

GIULIO SANGUINETI

Vesco Emerito di Brescia.

testo in formato WORD

 


Mons Pasquale Silla Direttore Collegamento Nazionale Santuari





“Esposizione e
articolazione del tema e
lavoro del Convegno"
(pdf)

 

Mons. Pasquale SILLA
Rettore Santuario Madonna del Divino Amore di Roma e
Presidente del Collegamento Nazionale Santuari (CNS)

.
testo in formato WORD

 

 

Mons. Guido Oliveri

 

 

"Antiche e nuove devozioni: loro valenza evangelizzatrice ed educatrice". (pdf)

Relatore:

Mons. Guido OLIVERI
Direttore Spirituale al Seminario Regionale Ligure.

 

testo in formato WORD
.

 

 

"Antonio Rosmini:
testimone di una fede pensata"

(pdf)

Relatore:
Don Vito NARDIN
Rettore del Sacro Monte Calvario
di Domodossola.


testo in formato WORD

Don Silvano Sirboni


 

 

"Le liturgie nei Santuari, culmine delle devozioni, raccordo dell'anima popolare e della sua storia con Dio" (pdf)

 


Relatore:

Don Silvano SIRBONI
Esperto di Liturgia (Alessandria)

testo in formato WORD



.


S.E. Mons. Franco Brambilla Vesco Ausiliare di Milano

 

 


Spiritualità del pellegrinaggio:
dal Sacro al Santo.
(pdf)


Relatore:
S.E. Franco BRAMBILLA

Vescovo Ausiliare di Milano

testo in formato WORD



 


Omar Calorio sindaco di Ceranesi

 

 


Messaggio di Benvenuto del Sindaco del Comune di Ceranesi.
(pdf)


Relatore:
Avv. Omar Calorio

Sindaco di Ceranesi

testo in formato WORD



 

GALLERIA FOTOGRAFICA

Mons Pasquale Silla Direttore del CNS e Card Angole Bagnasco Arcivescovo di Genova  Presidente CEI

 

Card Bagnasco e Mons

 

 

Card. Bagnasco

dr. Omar Calorio - Sindaco di Ceranesi (GE)


Sala 43 Convegno Rettori Santuari

S.E. Franco BRAMBILLA

 

Don Silvano SIRBONI

Don Silvio Barbaglia e Mons. Pasquale Silla

 

fr. Gabrile Sacchini vice Rettore del Santuario di Loreto

43 convegno rettori santuari

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